Il sistema di accoglienza dei migranti in Italia

Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Interno, al 15 febbraio 2024, le persone in accoglienza sul territorio italiano sono quasi 139mila. Ma come si accede al percorso di accoglienza? Quali strutture esistono? Quali servizi vengono erogati? Poiché la normativa riguardante l’accoglienza e l’integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati è soggetta a continui cambiamenti, proviamo a ripercorrere le varie fasi dell’accoglienza, evidenziando che cosa è cambiato con l’entrata in vigore del DL 20/2023. DL meglio noto come “Decreto Cutro” perché messo a punto dopo il naufragio del 26 febbraio 2023, quando un’imbarcazione di legno partita dalla Turchia, con a bordo 180 persone, si è spezzata a pochi metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro. Saranno 94 le vittime accertate e decine i dispersi.

Le prime fasi dell’accoglienza: hotspot, CPA E CAS

Le persone approdate sul territorio nazionale vengono condotte negli hotspot. Queste strutture sono localizzate in prossimità delle principali aree di sbarco o dei porti nei quali, solitamente, vengono convogliati i flussi migratori in arrivo via mare. Infatti, gli hotspot attualmente attivi si trovano a Lampedusa, Messina, Pozzallo e Taranto. In aggiunta, dal 2023 dovrebbe essere operativo anche l’hotspot di Porto Empedocle, la cui gestione è stata affidata, per sei mesi, alla Croce Rossa Italiana.

Per continuare la lettura:

Il sistema di accoglienza dei migranti in Italia, spiegato per bene
Di cambiamenti dai CPSA a SAI e CAS. Come l’Italia affronta l’integrazione e come funziona il sistema di accoglienza in Italia.