Myanmar: tra il golpe e il narcotraffico
Due anni sono trascorsi da quando, lo scorso febbraio 2021, le forze armate guidate dal generale Min Aung Hlaing hanno preso il comando del Myanmar. Ex colonia britannica, nel 1948, il Paese ottiene l'indipendenza e fin da subito il cammino verso un governo democratico appare pieno di insidie, soprattutto a causa dei colpi di stato e dei conflitti tra i gruppi armati etnici.






Oggi il Myanmar è governato da un'amministrazione ritenuta illegittima dalla maggioranza della popolazione. La forte resistenza del popolo - che continua tutt'ora, nonostante la grave crisi economica ed umanitaria in cui versa il Paese - ha spinto il regime ad intensificare la repressione, dispiegando forza e violenza nel disperato tentativo di mantenere il potere. Le stime ufficiali, al momento, contano circa 3 mila vittime e 15 mila detenuti. Sono state eseguite diverse condanne a morte nei confronti di attivisti e si sono registrate uccisioni extragiudiziali.





Recentemente il regime ha espresso la volontà di andare alle urne, all'incirca a metà del 2023, ma, segnalano gli analisti, le elezioni potrebbero non essere affatto libere e rappresenterebbero soltanto un altro tentativo per rafforzare il potere militare.
La povertà dilagante, già in aumento con la pandemia da Covid-19, ha, unitamente all'impunità nei confronti delle milizie che supportano la giunta, posto le basi per un incremento della coltivazione di oppio nel Paese, dal quale si ricava l'eroina. In molte aree rurali, infatti, per far fronte al proprio sostentamento, agli agricoltori non è rimasta altra scelta se non quella di dedicarsi alla coltivazione dell'oppio. Questo è quanto racconta l'ultimo rapporto dell’UNOCD (Ufficio sulla Droga e il Crimine delle Nazioni Unite), per cui nel corso del 2022 la produzione di oppio si è vista crescere del 33% rispetto al 2021. Si tratta di un inversione di tendenza rispetto al ribasso registrato tra il 2014 e il 2020, anni di considerevoli investimenti nella lotta alla droga e di importanti riforme politiche e sociali.
Gli aumenti più significativi si sono registrati nello stato del Shan, situato nella zona di confine con Cina, Laos e Thailandia, da tempo denominata triangolo d'oro della droga, in quanto è la seconda area asiatica, dopo l'Afghanistan, per produzione mondiale di oppio e la prima al mondo per produzione di metanfetamine. Sostanze smerciate soprattutto nei paesi dell'Asia del Sud e del Pacifico, dalla Thailandia alla Nuova Zelanda. I proventi dei traffici valgono diversi miliardi di dollari l'anno. Basti pensare che, secondo le stime delle Nazioni Unite, soltanto il valore complessivo degli oppiacei in Myanmar raggiunge i 2 miliardi di dollari, mentre quello dell'eroina è stimato attorno ai 10 miliardi. Soldi che non solo finiscono nelle mani di organizzazioni criminali transnazionali, ma anche dei gruppi armati locali e dei funzionari corrotti, impattando sulla vita politica e sulla sicurezza del Paese stesso, contribuendo al perdurare dell'instabilità.
Nel traffico di stupefacenti - ma anche di armi e minerali preziosi - i gruppi armati del Myanmar collaborano in particolar modo con le organizzazioni criminali cinesi, come, ad esempio, Sam Gor, uno tra i più importanti cartelli asiatici della droga, che controlla la maggior parte delle spedizioni provenienti dai laboratori presenti nello stato dello Shan.
Noto anche come "the company", Sam Gor è composto da soggetti affiliati a cinque importanti triadi cinesi, Wo Shing Wo, Sun Yee On, Big Circle Gang e, infine, Bamboo Union. Grazie alla collaborazione con i gruppi criminali autoctoni, dei paesi del Pacifico, è in grado di movimentare miliardi di dollari in eroina e metanfetamina.
Per capire più da vicino gli intrecci criminali del cartello, T. Allard, giornalista di Reuters Investigates, qualche anno fa si è recato nei pressi del villaggio di Loikan, situato nello Shan. Qui, nella foresta, i ribelli di etnia Kachin appartenenti al gruppo paramilitare Kaung Kha, diedero vita ad un grande laboratorio capace di produrre crystal meth, eroina, ketamina e pastiglie di yaba, un derivato più economico delle metanfetamine mischiato alla caffeina, prediletto dai lavoratori delle Filippine e della Thailandia. Secondo le autorità locali, i gestori dei laboratori erano per lo più cittadini taiwanesi, così come molti corrieri e mezzi appartenenti alla rete criminale che trasportava la droga attraverso il Pacifico. Taiwanese era anche il peschereccio intercettato dalle autorità locali nell'Oceano Indiano. Guidata da un broker australiano, l'imbarcazione serviva per importare stupefacenti prodotti in Myanmar in Australia, dove ad attenderla c'erano gli uomini delle bande di motociclisti Hells Angels e Comanchero. Sempre secondo le indagini, riporta Allard, gli acquirenti australiani si erano poi incontrati, alcuni mesi dopo, a Bangkok con alcuni membri del cartello Sam Gor, per stabilire un accordo sulle importazioni di crystal meth.
Insomma, i movimenti di stupefacenti nei paesi del Pacifico e dall'Asia verso il resto del mondo sono assai affermati e non hanno nulla da invidiare alle operazioni dei ben più noti cartelli sudamericani. Estremamente organizzati, i narcotrafficanti asiatici movimentano miliardi ogni anno e, ben più preoccupante, alcuni di questi sono riusciti a sottrarre ai governi locali pezzi di sovranità economica e territoriale.
Altre fonti e letture:
- https://thewire.in/world/no-end-in-sight-the-continuing-conflict-in-myanmar-two-years-after-military-coup
- https://www.crisisgroup.org/asia/south-east-asia/myanmar-post-coup-crisis-and-flawed-election
- https://www.asianews.it/notizie-it/Agenti-infiltrati-e-finte-milizie:-così-la-giunta-birmana-colpisce-la-resistenza-57767.html
- https://myanmar-now.org/en/news/in-myanmars-heartland-new-horrors-from-a-junta-struggling-for-control
- https://www.twai.it/articles/myanmars-drug-economy-before-after-coup/e
- https://www.frontiermyanmar.net/en/poverty-impunity-and-profits-experts-warn-coup-could-lead-to-opium-surge/
- https://www.cesi-italia.org/it/articoli/il-myanmar-tra-guerra-civile-e-resistenza
- https://www.cesi-italia.org/it/articoli/il-myanmar-tra-guerra-civile-e-resistenza
- https://www.csis.org/blogs/new-perspectives-asia/ice-and-instability-illicit-financial-flows-along-thailands-borders
- https://www.instagram.com/p/CZcT_nys0nR/?utm_source=ig_web_copy_link
- https://www.hrw.org/news/2023/02/14/myanmar-political-parties-law-shackles-opposition